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venerdì 1 marzo 2013

Johnny Hugger - Knuffelsong


Usignolo e insieme orsacchiotto delle Ardenne fiamminghe... così si definisce il simpatico Johnny. Ve lo presentiamo con il suo primo singolo, il cui tema (e il titolo) è l'abbraccio e la generale pacificazione. Non aggiungiamo altro, Johnny ha una presenza che parla (e canta) da sé. Una montagna di umorismo, entusiasmo e simpatia. Insomma... Johnny Hugger... l'Abbracciatore. E' qui per voi.






lunedì 19 novembre 2012

Ho scritto Titta sulla sabbia...

 

«Sarò il tuo uomo strip nel mese di Gennaio... La foto che ti osserva da sopra il calendario...»

Ce l'eravamo perso, ed è stato un peccato. O meglio, sarebbe stato un peccato ancora peggiore non scoprirlo mai. Per quanto sia vero che s'era già scoperto da solo. Alla lettera. E per fortuna continua a farlo. A scoprirsi, intendiamo. E' paffuto. E' caruccio. E' estroso. Spiritoso e canterino. Stiamo parlando di Titta, al secolo Giuseppe Tittarelli, classe 1969 , di professione cantante, showman, fantasista... e adesso – grazie ai numerosi video reperibili su Youtube – nuova icona Bear di diritto. Noi, almeno, lo battezziamo senza riserve, e lo accogliamo nel nostro abbraccio peloso, fatto di controcultura, trasgressione e feticci erotici alternativi alla stucchevole patinatura che imperversa in ogni dove.

 

Il nostro amico viene da una lunga gavetta, svolta tra Roma, Bologna e la sua città natale: Ravenna. Dopo aver fatto la comparsa in quelche film e aver collaborato alla realizzazione di manifestazioni cinematografiche nei primi anni novanta, Titta corona il suo destino canoro fondando, insieme al chitarrista Roda, le Fecce Tricolori: band di musica demenziale dichiaratamente ispirata ai mitici Skiantos, gruppo di culto lanciato nella seconda metà degli anni settanta dalla lungimiranza artistica iconoclasta di Renzo Arbore. Il gruppo Titta e le Fecce Tricolori incontra presto un buon successo. La voce pacata di Titta, capace di cantare con grande naturalezza le stramberie più spiazzanti, i testi arguti e provocatori affidati a melodie facilmente orecchiabili compiono la bizzarra magia. Il pubblico li ama (ma soprattutto sembra adorare le esibizioni di Titta), accorre numeroso e li applaude sia a concerti dal vivo (Arezzo Wave Festival 1994) che negli studi televisivi (Videomusic e Roxy Bar). I loro primi dischi ricevono una discreta accoglienza, ma è con il secondo album (Uomini, 1996 Crotalo Edizioni Musicali) che avviene il sospirato team up. Al disco partecipa infatti il nume tutelare Roberto “Freak” Antoni, ex cantante degli Skiantos e principale ispiratore di Titta e delle Fecce.


L'attività concertistica e discografica continua fino al 2007 quando la band si scioglie e Titta (che già ha pubblicato un libro dal titolo Palle Cinesi) prosegue la sua carriera di cantante solista (non perdete Titta dal vivo 2010 – dvd + cd). All'ombra ispiratrice degli Skiantos, con l'irriverenza tipica di Freak Antoni, e presentando brani umoristici, palesemente provocatori (basti citare alcuni titoli e versi per farsi un'idea: I migliori ani della nostra vita; Ho scritto sborro sulla sabbia; Figlio di butano), era fisiologico che il corpo pingue e peloso di Titta sarebbe diventato il cardine dello spettacolo demenziale, a metà strada tra la performance teatrale e canora. Così è stato, così è, come frontman delle Fecce Tricolori e da solista mattatore. Non è certo un caso che durante i suoi concerti Titta si mostri spesso come mamma lo ha fatto. Parliamo, infatti, di un cliché classico. Qualcosa che per molti è scontatamente comico: la nudità di un uomo cicciotto. Uno di quei twist visivi che dovrebbero divertire o sconvolgere un pubblico tradizionale, ma accende anche le voglie di un uditorio orsofilo, perché... diciamolo: Titta è maledettamente carino dal punto di vista prettamente gay bear. Anche la sua breve apparizione alla trasmissione X-Factor nel 2009 (mannaggia, ci siamo persi anche quella... ma tanto c'è il Tubo!), pur non fruttandogli consensi all'audizione, è stata notata per la personalità esuberante del personaggio (il quale, per quanto riguarda la vita privata, si definisce schivo e riservato).

Vino rosso, ciabatte, peluria al vento... Un uomo fiero del suo corpo così com'è, che non lo nasconde e ne fa oggetto di giubilo e motore di simpatia. Tutto questo fa Bear!
La vita artistica di Titta va avanti tra spettacoli e dischi. E adesso anche orsi arrapati. Seguitelo sul suo sito www.tittasulweb.it, divertitevi e amatelo (Uomo Strip ci fa semplicemente impazzire!). Il signorino ha talento, un gran bel culo (con buona pace dei soliti sciocchi commenti sui social network) e vitalità da vendere. Dal canto nostro, gli diamo il benvenuto tra le icone ursine italiane. Il suo orientamento sessuale non ci interessa. A noi piace che esista. Che sia com'è. Che non abbia timore di mostrarsi e di cantare. E lo applaudiamo per questo.
A tutta Titta, dunque! Woof!



lunedì 11 luglio 2011

Enter BARBARIÖN


BARBARIÖN è una band australiana formatasi all’inizio del 2007 con l’intento di fondere il gusto per il metal anni 80 con uno stile teatrale esuberante, grottesco e sessualmente ambiguo, fracassone e un po’ camp. Una componente essenziale dei loro spettacoli è affidata sicuramente alla presenza scenica e alla voce esplosiva del loro cantante Frankie Gionfriddo. Personaggio che sembra nato per diventare un’icona ursina e contaminare esplosioni di furia dionisiaca con momenti di vero berserk musicale.

Tenendo deliberatamente un piede fuori del tempo (anche dal punto di vista musicale-spettacolare), i BARBARIÖN hanno pubblicato il loro primo album nel 2009, e il pirotecnico My Rock rappresenta il loro esordio nel mondo dei videoclip. Un brano autocelebrante, una chiamata alle armi per tutti i barbari in erba, addormentati, potenziali. Una sorta di piccolo Jumanji barbarico, dove la forza bruta e l’irruenza dei nerboruti metallari deflagra da un racconto di frustrazione quotidiana e di catartica liberazione, complici la musica e una suggerita carnalità.
Sono arrivati i barbari, e sono pronti a spaccare. Signori, BARBARIÖN.

mercoledì 27 aprile 2011

Zibba Forever


E' ormai ufficiale. Zibba della band Zibba e gli Almalibre, è la nuova icona Bear della musica italiana. Il gruppo musicale nata nel 1998, sta riscuotendo meritatissimi consensi, ma è il carisma (non soltanto canoro) del suo frontman a spopolare (per ovvi motivi) nell'ambito ursino, dove la sua silhouette va ad aggiungersi a quelle già consacrate di altri mitici orsi della musica nostrana, tra cui Luca Persico dei 99 Posse e Nitto dei Linea 77. Della musica di Zibba e gli Almalibre ci piace la freschezza che recupera onestamente sonorità d'autore, e ci affascina la voce di Zibba, che qualcuno ha paragonato a quella di Fred Buscaglione, ma che a noi ricorda certe performance di Vinicio Capossela, con tutte le emozioni che questo comporta. Per "buon peso" (alla siciliana, è il caso di dirlo), pensiamo che Zibba, oltre che un ottimo cantante, sia anche un bellissimo uomo. Un giovane orso con una voce di cui è impossibile non innamorarsi. Per questo ringraziamo l'amico PanEros, che ha documentato fotograficamente il concerto del nostro beniamino e della sua band a Roma lo scorso 25 Marzo 2011, e ci ha gentilmente offerto di linkare la sua galleria su Flickr.
Buona visione e buon ascolto.


giovedì 21 aprile 2011

The BEARatones: California Dreaming


Si chiamano The BEARatones, e si definiscono "un gruppo di amici che ama cantare e divertirsi insieme". Che siano anche simpaticissimi orsi, che non fanno mistero della propria identità, rappresenta per noi un ovvio valore aggiunto. Senza scordare che questa affiatata band di Seattle vanta delle voci davvero da paura, e una capacità di reggere la scena non indifferente. Il gruppo comprende il basso Tony Gilkinson, il baritono Steve Wolf e i tenori Mike Krake, Clair Stevenson e Paul Bartholomew. Molto belli i disegni che il bear painter Fuzzbelly ha dedicato alla band. Una versione cartacea dei nostri orsi canterini che regala loro un'ulteriore, effervescente visibilità.


Se non li avevate ancora incontrati girando in rete qua e là, ecco un ottimo video per fare la loro conoscenza. Un'esecuzione a cappella (cioè basata solo sulla performance canora senza l'accompagnamento di strumenti musicali) della mitica California Dreaming, cavallo di battaglia dei leggendari Mamas and Papas e resa nota nel nostro paese dalla cover dei Dik Dik. Un'interpretazione ursina molto suggestiva. Buon ascolto. Woof!


venerdì 1 ottobre 2010

Pink Eyes Rules!


Pink Eyes... Damian... Cazzo! Mi potresti spiegare una cosa? Sei il frontman dei Fucked up, d'accordo. Una band punk che fa della provocazione il suo pane quotidiano. Sei un bellissimo ciccione che ha fatto di musica e spettacolo il suo lavoro. Sei abituato a mostrare il tuo corpo, a denudarti le chiappe e a sbatterle in faccia al tuo pubblico perché possano toccarle. Lo stile della band, il punk e le intenzioni dichiarate sono quelle di sconvolgere, e può pure andare bene. Per molti (?!) trovarsi un ciccione nudo e sudato che si lascia cascare a corpo morto su di te mentre canta a squarciagola può essere forse la più sgradevole delle esperienze...


Ma anche no. Il punto è: ne sei consapevole? Le informazioni su di te ti definiscono eterosessuale (sigh!), ma non puoi non sapere che una larga fetta di mondo gay bear pagherebbe il biglietto dei vostri concerti... per ascoltarvi suonare, d'accordo, ma sotto sotto... un pochino anche per te. Per vederti da più vicino, nella speranza di poterti accarezzare anche solo per un momento. Il grasso, il sudore, il pelame sono punk? Noi orsofili abbiamo un'anima profondamente punk senza saperlo, giusto perché ti percepiamo come un sex symbol? Davvero ignori che le tue performance, in alcuni casi, smettono la veste della provocazione e dello shock per diventare uno spettacolo erotico, terribilmente conturbante? Pensi mai, quando scopri il sedere e ti lanci sul pubblico, a quante erezioni stai suscitando? Non immagini in quanti siamo a invidiare il critico musicale canadese che hai baciato sulla bocca. Sul serio non ti senti mai dire che sei bello anche coperto di fango?! L'Italia vi ha adorato. Ha adorato te.
Tornate presto, Fucked Up. Woof!



 

martedì 27 aprile 2010

Chi regge 'O'Zulu?!

Luca O'Zulu, dei mitici 99 Posse, non ha certo bisogno di presentazioni. Men che meno nell'ambiente ursino, dove è sempre stato amatissimo e spesso citato come una vera e propria icona. Mi sembra ieri, il giorno in cui visitai per la prima volta il sito web degli Orsi Italiani, la cui home page era abbellita dalle foto delle più affascinanti celebrità ursine di quel periodo (erano gli anni 90), con la dicitura paracula che quelle immagini non volevano alludere in nessun modo all'orientamento sessuale delle stars in esse ritratte. Tra i tanti personaggi dello spettacolo, italiani e stranieri, era normale che O'Zulu bucasse letteralmente la pagina, anche in senso ursino. Bravo, carismatico e bellissimo, è un soggetto canoro, artistico e umano che non si dimentica. Lo salutiamo, riscoprendo su Youtube questa sua esibizione di qualche anno fa.
Continua così, Zulu. Spacca tutto. Woof!



domenica 25 aprile 2010

Torna Rummelsnuff! Ed è in caduta libera.


Si intitola Freier Fall (Caduta Libera), il nuovo brano del cantante tedesco Roger Baptist, meglio noto come l'interprete di musica industrial Rummelsnuff. Come sempre, i suoi video sono surreali, piacevolmente "sporchi" come si conviene a un estetica post-punk, velatamente erotici, quasi perversi, e naturalmente dominati dalla voce ruvida come carta vetrata del gigantesco Roger e dal suo possente corpo scolpito. Negli ultimi tempi, molte band ursine dedite ai generi musicali più disparati hanno visto la luce per scomparire dopo una veloce parabola. Rummelsnuff, che non ha cercato alcuna caratterizzazione (di solito anche un po' camp) relativa alla categoria bear, continua ad alimentare il mito del suo personaggio germanico, volto a rappresentare la forza bruta quale simbolo di braccia operaie e di ansie proletarie. L'etichetta bear, mai sbandierata, è però del tutto meritata, e non a caso il buon Roger oggi è ricordato in determinati ambienti bear più delle performance più leggere di gruppi ursini ormai sciolti. Il suo corpo nudo che esce dall'acqua, cinto del suo bizzarro elmo di gomma che tanto fa rassomigliare la sua sagoma a quella di Mickey Mouse, è ormai un'icona. Oggi, Rummelsnuff canta una caduta libera. Ma in realtà, ha spiccato il volo.
Herzlichen Glückwunsch.


domenica 18 aprile 2010

Bear Song... una canzone per gli Orsi

 «Il tizio con la camicia verde è insopportabile!»
«Il tipetto con la camicia verde è troppooo sexyyyy!»
«E questi sarebbero ORSI?! Ricordano più delle Drag Queen!»
«OMG! Questo video è il più autentico ritratto della bear culture!»


Insomma, ognuno dice la sua (solo in inglese, finora). E i commenti sono, forse, una delle parti più divertenti di questo video e di questo brano. Signori Orsi e Cacciatori, ecco a voi “Bear Song”, brano di Danny Blume Jill Sobule,  che ne è anche la vivace interprete, attorniata da una vispa combriccola di orsoni in vena di scalmanarsi. Jill Sobule è una cantautrice americana nota soprattutto per il singolo “I Kissed a Girl” e “Supermodel”, dalla colonna sonora del film “Clueless”.
Le sue composizioni non sono nuove a spunti ironici ed elementi autobiografici. Con “Bear Song” Jill Sobule celebra un’icona gay del nuovo millennio, ancora libera seppure non indipendente dalle mode, trasgressiva rispetto a canoni estetici imperanti e quindi vitale e in continua crescita. Il video si avvale anche della partecipazione dell'attrice Margaret Cho (Last Room), da sempre in prima linea per i diritti LGBT. Qualche cultore del bear-code più estremo potrebbe non apprezzare alcune coreografie del video (o meglio alcune caratterizzazioni), ma la dichiarazione musicale di amicizia da parte di Jill arriva senz’altro a destinazione.


BEAR SONG

Disco this mother fucker...

If I was a guy
I’d wanna be a bear
At the bearbucks in Castro
I’d be there
Two shots of espresso
Make that three
I’m big as a cabin
I’m a mighty oak tree
It I was a guy
I’d wanna to be a bear.
It I was a guy
I’d wanna be a bear

No one’d call me call me sissy
If I was still up in Juno
They’d take me for straight
In my lumber Jack shirt
And my working man boots
Not just a beard, but a completely hair suit
If I was a guy
I’d wanna be a bear
I’d wanna be a bear

I’d be your daddy
You’d be my cub
I’d wrap around you
With a big bear hug
Well, I could be nasty
Or I could be sweet
260 pounds of raw bear meat
I wanna be a bear

If I was your bear
I would take you on a picnic
Look in my basket
You can see I got a big dick
When I kiss on you
You will get so dizzy
Check me out Boo-Boo
I’m a straight love grizzly
 ...

BEAR SONG 
Se fossi un ragazzo
Io vorrei essere un orso
Al Bearbucks di Castro
Mi piacerebbe essere lì
con due tazze di caffè espresso
Ma anche tre
Sono grosso come un armadio
Sono un albero di quercia possente
Se fossi stato un ragazzo
Avrei voluto essere un orso.
Io sono un ragazzo
E vorrei essere un orso

Nessuna proverebbe a chiamarmi Sissy
Se mi trovassi ancora a Juno
mi prenderebbero per un etero
In camicia da boscaiolo stile Jack
E i miei stivali da lavoro
Non solo la barba, ma l’intero look
Se fossi un ragazzo
Io vorrei essere un orso
Io vorrei essere un orso

Mi piacerebbe essere il tuo papà
Tu saresti il mio cucciolo
Mi piacerebbe avvolgerti
Con un abbraccio grande da orso
Beh, potrei essere cattivo
Oppure potrei essere dolce
260 dollari di pura carne ursina
Voglio essere un orso

Se fossi un vostro orso
Farei un pic-nic
cercando nel mio cestino
Potete vedere, ho un gran cazzo
Quando ti bacerò
ti darò le vertigini
Mettimi alla prova, Boo-Boo
Sono un vero amore di orsone