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domenica 19 gennaio 2014

Arriva Chozen!

 

Chozen, sitcom animata fresca di esordio negli Stati Uniti (l'episodio pilota è andato in onda il 13 Gennaio 2013 sul canale FX) è probabilmente una delle serie animate più innovative e particolari degli ultimi anni, o perlomeno avrebbe tutte le carte in regola per diventarlo.
Ambientata nel controverso mondo del rap, con tutto il corollario di malavita, droga, virilità in eccesso e provocazioni assortite, si colloca sin da subito fuori dagli schemi presentando un protagonista omosessuale. Primo punto di distanza, laddove la cultura rap (di cui Eminem è la caricatura estrema) vive spesso di omofobia e machismo ostentato. Altro elemento dissonante è la connotazione Bear dell'eroe e dell'eros che propone la sua estetica alternativa attraverso le oniriche cavalcate rap (di grande impatto la scena del ballo nella fontana).
 

Chozen è a suo modo una sorta di moderno e ironico conte di Montecristo tornato per prendersi la sua vendetta. Giovane ciccione dal cuore d'oro e aspirante rapper che finisce vittima dei maneggi di un collega, poi gangsta rapper affermato e senza scrupoli, che gli rovina la vita spedendolo in prigione innocente come capro espiatorio dei propri eccessi. Ma dopo dieci anni, Chozen emerge dalla detenzione trasformato. Da ingenuo cicciotto a orsone risoluto e carismatico, pronto a prendersi la rivincita contro il mondo dello spettacolo e quello che è diventato il suo principale nemico e concorrente. Chozen è un rapper fuori dagli schemi consueti, alternativo, che infrange i cliché principali del mondo di cui va alla conquista episodio dopo episodio. A dargli voce è il comico Bobby Moynihan che ricordiamo per la partecipazione a Saturday Night Live. In America, la comunità gay bear ha accolto la serie con simpatia, facendo in fretta di Chozen una nuova icona Bear che rompe gli argini e si presenta come un nuovo veicolo per sdoganare contenuti alternativi. Almeno in potenza. L'esordio è simpatico, e procederà su FX ogni lunedì. Non siamo certi che lo vedremo in Italia tanto presto. Pertanto, godetevelo in lingua originale... con i nostri sottotitoli in italiano. Li potete scaricare facendo clic sul link qui sotto, direttamente dal sito opensubtitle.org.  Tenete presente che lo slang, in questa serie, è la norma, e tradurre certi dialoghi, comprese le performance rap dell'eroe principale - infarcite di lazzi e oscenità fantasiose - non è affatto semplice. In alcune parti si è scelto di rendere il senso generale laddove una traduzione letterale non avrebbe aiutato la comprensione. 
Buon divertimento.
RIVALSA!



 

venerdì 1 marzo 2013

Johnny Hugger - Knuffelsong


Usignolo e insieme orsacchiotto delle Ardenne fiamminghe... così si definisce il simpatico Johnny. Ve lo presentiamo con il suo primo singolo, il cui tema (e il titolo) è l'abbraccio e la generale pacificazione. Non aggiungiamo altro, Johnny ha una presenza che parla (e canta) da sé. Una montagna di umorismo, entusiasmo e simpatia. Insomma... Johnny Hugger... l'Abbracciatore. E' qui per voi.






lunedì 19 novembre 2012

Ho scritto Titta sulla sabbia...

 

«Sarò il tuo uomo strip nel mese di Gennaio... La foto che ti osserva da sopra il calendario...»

Ce l'eravamo perso, ed è stato un peccato. O meglio, sarebbe stato un peccato ancora peggiore non scoprirlo mai. Per quanto sia vero che s'era già scoperto da solo. Alla lettera. E per fortuna continua a farlo. A scoprirsi, intendiamo. E' paffuto. E' caruccio. E' estroso. Spiritoso e canterino. Stiamo parlando di Titta, al secolo Giuseppe Tittarelli, classe 1969 , di professione cantante, showman, fantasista... e adesso – grazie ai numerosi video reperibili su Youtube – nuova icona Bear di diritto. Noi, almeno, lo battezziamo senza riserve, e lo accogliamo nel nostro abbraccio peloso, fatto di controcultura, trasgressione e feticci erotici alternativi alla stucchevole patinatura che imperversa in ogni dove.

 

Il nostro amico viene da una lunga gavetta, svolta tra Roma, Bologna e la sua città natale: Ravenna. Dopo aver fatto la comparsa in quelche film e aver collaborato alla realizzazione di manifestazioni cinematografiche nei primi anni novanta, Titta corona il suo destino canoro fondando, insieme al chitarrista Roda, le Fecce Tricolori: band di musica demenziale dichiaratamente ispirata ai mitici Skiantos, gruppo di culto lanciato nella seconda metà degli anni settanta dalla lungimiranza artistica iconoclasta di Renzo Arbore. Il gruppo Titta e le Fecce Tricolori incontra presto un buon successo. La voce pacata di Titta, capace di cantare con grande naturalezza le stramberie più spiazzanti, i testi arguti e provocatori affidati a melodie facilmente orecchiabili compiono la bizzarra magia. Il pubblico li ama (ma soprattutto sembra adorare le esibizioni di Titta), accorre numeroso e li applaude sia a concerti dal vivo (Arezzo Wave Festival 1994) che negli studi televisivi (Videomusic e Roxy Bar). I loro primi dischi ricevono una discreta accoglienza, ma è con il secondo album (Uomini, 1996 Crotalo Edizioni Musicali) che avviene il sospirato team up. Al disco partecipa infatti il nume tutelare Roberto “Freak” Antoni, ex cantante degli Skiantos e principale ispiratore di Titta e delle Fecce.


L'attività concertistica e discografica continua fino al 2007 quando la band si scioglie e Titta (che già ha pubblicato un libro dal titolo Palle Cinesi) prosegue la sua carriera di cantante solista (non perdete Titta dal vivo 2010 – dvd + cd). All'ombra ispiratrice degli Skiantos, con l'irriverenza tipica di Freak Antoni, e presentando brani umoristici, palesemente provocatori (basti citare alcuni titoli e versi per farsi un'idea: I migliori ani della nostra vita; Ho scritto sborro sulla sabbia; Figlio di butano), era fisiologico che il corpo pingue e peloso di Titta sarebbe diventato il cardine dello spettacolo demenziale, a metà strada tra la performance teatrale e canora. Così è stato, così è, come frontman delle Fecce Tricolori e da solista mattatore. Non è certo un caso che durante i suoi concerti Titta si mostri spesso come mamma lo ha fatto. Parliamo, infatti, di un cliché classico. Qualcosa che per molti è scontatamente comico: la nudità di un uomo cicciotto. Uno di quei twist visivi che dovrebbero divertire o sconvolgere un pubblico tradizionale, ma accende anche le voglie di un uditorio orsofilo, perché... diciamolo: Titta è maledettamente carino dal punto di vista prettamente gay bear. Anche la sua breve apparizione alla trasmissione X-Factor nel 2009 (mannaggia, ci siamo persi anche quella... ma tanto c'è il Tubo!), pur non fruttandogli consensi all'audizione, è stata notata per la personalità esuberante del personaggio (il quale, per quanto riguarda la vita privata, si definisce schivo e riservato).

Vino rosso, ciabatte, peluria al vento... Un uomo fiero del suo corpo così com'è, che non lo nasconde e ne fa oggetto di giubilo e motore di simpatia. Tutto questo fa Bear!
La vita artistica di Titta va avanti tra spettacoli e dischi. E adesso anche orsi arrapati. Seguitelo sul suo sito www.tittasulweb.it, divertitevi e amatelo (Uomo Strip ci fa semplicemente impazzire!). Il signorino ha talento, un gran bel culo (con buona pace dei soliti sciocchi commenti sui social network) e vitalità da vendere. Dal canto nostro, gli diamo il benvenuto tra le icone ursine italiane. Il suo orientamento sessuale non ci interessa. A noi piace che esista. Che sia com'è. Che non abbia timore di mostrarsi e di cantare. E lo applaudiamo per questo.
A tutta Titta, dunque! Woof!



lunedì 29 ottobre 2012

Dove sono (e dove andranno) gli orsi!


Eccoci arrivati. La prima stagione di Where the Bears Are si è conclusa, e il successo è stato notevole. Una valanga di clic su Youtube e di visite sulla pagina Facebook e il sito ufficiale. Ma a show concluso (speriamo soltanto temporaneamente) è soprattutto possibile tirare le somme anche sulla qualità generale del prodotto, che a noi (onestamente) è sembrata molto alta per una produzione completamente autofinanziata. Where the Bears Are è in assoluto la prima webserie con contenuto ursino (o più genericamente gay) che ha saputo catturarci e fare di noi dei fedeli spettatori fino all'ultimo episodio. Ogni breve puntata, infatti, è una piccola pochade riuscita, intrisa di battute fulminanti e nuovi spunti, che riesce in linea di massima ad avere valore a sé, pur rimanendo una tessera del divertente mosaico che l'intera serie compone.


La simpatia di tutti gli interpreti, uomini e donne, protagonisti e ospiti, non è da sottovalutare. La capacità di sintetizzare i codici di una cultura gay sfaccettata come quella Bear non si può dare per scontata. Ma Where the Bears Are è riuscita a centrare tutti questi bersagli, usando come veicolo in modo intelligente la principale sottotrama mistery. Quel who did it? che ci ha tenuti col fiato sospeso per ben 25, esilaranti puntate.
Tutto il cast merita dunque una menzione d'onore. Ricordiamo che stiamo parlando di una webserie indipendente, rivolta a un pubblico particolare e che adopera un particolare tipo di linguaggio. Senza esagerare, la sfida si può dire vinta.
Complimenti sinceri ad autori e interpreti.
Appoggiamo, dunque, la produzione nel proporre a tutti coloro che hanno gradito la webserie di acquistarne il DVD (e magari regalarlo o almeno consigliarlo agli amici). Un DVD - presentato nelle ultime puntate dallo stesso, divertito, cast - che conterrà molti extra, tra i quali errori sul set, scene di nudo epurate nella versione web, la famosa cam di Wood, e un episodio natalizio in cui rivedremo Hairy Potter: personaggio che con un'unica apparizione ha già conquistato centinaia di fans.
Ciao, allora, anzi, arrivederci a Nelson, Wood e Reggie. Speriamo di rivedervi presto in azione là... Dove stanno gli Orsi. Woof!





martedì 7 agosto 2012

Where The Bears Are - Episodio 2


E due! Si comincia a entrare nel vivo, a conoscere meglio questi caricaturali, adorabili orsetti. Qualche spunto alla Ralf Konig, qualche piccola citazione da Desperate Housewives, e ancora tanto pelo con cui rifarsi gli occhi. Il prodotto è decisamente ben fatto, e promette bene. L'attore Ben Zook (a dispetto della valanga di Razzie Awards vinti dal film più noto in cui è comparso, la commedia con Adam Sandler Jack e Jill) fa furore come interprete di questa pochade ursina, e sicuramente si farà amare dal pubblico. Vi ricordiamo che è possibile impostare i sottotitoli - tra le altre lingue - in italiano. Woof!

venerdì 3 agosto 2012

Where The Bears Are - Episodio 1


Ed ecco il primo, breve, scoppiettante, simpatico episodio di Where The Bears Are, la nuova web series ursina che aveva già suscitato parecchia attesa presso la comunità bear. La brevità dei capitoli (che saranno aggiornati con cadenza settimanale, il lunedì e il giovedì secondo il sito ufficiale http://wherethebearsare.tv) non aggiunge ancora molto a quanto suggerito dal gustoso trailer in fatto di trama, ma inizia a far conoscere i suoi protagonisti, a caratterizzarli e a rappresentarne i particolari tic. Ancora poca sostanza, ma in compenso tanto pelo e sex appeal a bizzeffe. Tutti gli interpreti bucano letteralmente il video, sia con la loro avvenenza che con la simpatia attoriale. Attendiamo con ansia i successivi episodi, e auguriamo buona fortuna a questa nuova avventura del sempre più variegato universo bear. Ricordate: si possono attivare i sottotitoli anche in ITALIANO. Woof!


lunedì 30 luglio 2012

Dove Stanno gli Orsi... (il trailer)


Dove stanno gli orsi? Basta seguire le orme e qualcosa si trova di sicuro. Soprattutto sul web, dove (per l'appunto) le web series a tematica LGBT, anche con dichiarata estetica Bear, stanno in questi anni spopolando. L'appuntamento è per l'1 Agosto sul sito http://wherethebearsare.tv/ per la presentazione dell'episodio pilota, e in seguito ogni Lunedì e Giovedì per gli episodi successivi. Il trailer promette bene (il cast è davvero caruccio, spiritoso e discretamente promettente sul piano recitativo). Lo spunto sembra essere da black comedy, con un menu a base di cadaveri, misteri, complicità e... naturalmente orsi.

Tre orsi gay condividono un appartamento e tirano avanti tra feste e avventure sessuali. Un giorno, però, dopo uno dei loro movimentati party, un ospite viene trovato morto. E' l'inizio di un giallo rosa, peloso e vivace, in cui i nostri orsi dovranno trovare il bandolo della matassa per recuperare un po' di tranquillità.
Molti dettagli fanno pensare al cult televisivo Desperate Housewives, con i suoi mix di comicità e mistery. Non vediamo l'ora di vedere i primi episodi per poterli recensire. Il progetto prevede attualmente venticinque puntate di tre minuti l'una. Nel frattempo gustatevi il trailer, e notate bene: è (come supponiamo sarà anche la serie) sottotitolato anche in italiano. Bisogna semplicemente settare l'editor di Youtube sulla lingua giusta (l'icona contrassegnata con "CC"). In bocca all'orso, dunque, a questa nuova pelosa avventura da web-tv, e restiamo sintonizzati. Woof!




mercoledì 21 dicembre 2011

Babbo Natale contro gli Zombies


Babbo Natale spacca! E la comunità Bear lo sa bene. Il simbolo del Natale, nato verde come le foreste da cui proveniva, diventato rosso per le successive trasformazioni (dovute anche alla Coca-Cola che ne fece un suo testimonial), commercializzato e reso stucchevole a più non posso, ma anche oggetto di rivisitazioni, trasgressioni, letture pulp e erotiche... Insomma, Babbo Natale torna sempre. Non a volte... come i morti maligni di Stephen King, ma sempre. E rompe il culo a tutti, in un modo o nell’altro. Il cinema trash non lo ha lasciato in pace, con il film di culto (per gli amanti del weirdo) Santa Claus conquers the Martiants (Babbo Natale contro i Marziani), e i fumetti gli hanno tributato più incarnazioni. Boss perverso affrontato in duello da Lobo, e impavido uccisore di non morti in The Last Christmas.

Non è la prima volta, quindi, che Babbo Natale affronta gli zombi. Eppure, forse, è la prima volta che è tanto carino, visto che le sue sembianze sono quelle dell’attore Billy W. Blackwell, nel bizzarro film Santa Claus Versus the Zombies, realizzato dal regista indipendente George Bonilla nel 2010, e acquistabile direttamente in dvd anche in versione 3D. Esatto, un 3D casalingo, visibile anche su un normale televisore, sebbene qualcuno dica che alla fine della pellicola si patisca un forte mal di testa. Ma torniamo a parlare del film e del suo regista.

George Bonilla inizia a lavorare in televisione, ma pianta subito baracca e burattini per dedicarsi alla sua passione: il cinema indipendente, e stabilitosi a Lexington, nel Kentucky, fonda la Productions ZP. Nel 2004 firma il suo primo film: Planet Zombie, una pellicola economica e senza volti noti che però riscuote un buon successo. Da allora, Bonilla non si è più fermato, ha continuato a scrivere la propria versione del cinema horror indipendente, e giusto un anno fa ha firmato lo strambo Babbo Natale contro gli Zombi, una commedia horror demenziale, rigorosamente a basso costo nonostante l'applicazione di un approssimativo 3D.
 
La trama è presto detta. Una misteriosa epidemia si diffonde sulla terra risvegliando i morti e trasformandoli negli affamati cadaveri deambulanti che ormai conosciamo bene. I politici sono rintanati in un bunker e non sanno che pesci pigliare. Intanto, una modesta famiglia è barricata nella sua casa di periferia, assediata dai non morti, e in compagnia di un attore che potrebbe essere il vero Babbo Natale (sì, come in Il Miracolo della 34a strada) e un paio di elfi aiutanti. Sarà proprio il bonario genio del Natale a imbracciare le armi e a guidare gli umani contro l’orda dei famelici mostri. Un Babbo Natale sui generis, e anche piuttosto belloccio secondo gli standard di noi orsofili. Ecco a voi il trailer. Come recita il tag del film di Bonilla: Ho... Ho... Horror! E buon Natale, a chi se lo merita.