Visualizzazione post con etichetta Woof Story. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Woof Story. Mostra tutti i post
lunedì 31 dicembre 2012
sabato 24 dicembre 2011
Buon Natale da WOOF! 2011
Etichette:
Bear Art,
hormonal,
Mondo Bear,
Natale,
Woof Story
sabato 23 ottobre 2010
RicOrsi Storici - la cosiddetta disfatta dei Bears
Gli Orsi sono definitivamente andati in letargo?
La rivoluzione culturale dell’estetica bear è davvero fallita?
Ha ancora un senso coltivare terminologie e feticci relativi a qualcosa che ha finito, a suo modo, con lo standardizzarsi secondo i più omologati canoni egemonici?
L’implosione della cultura Bear (con particolare riferimento alla sua culla d’elezione, cioè la società statunitense) sta diventando, negli ultimi tempi, un dibattito ricorrente. Un approccio critico al fenomeno degli orsi espresso a livelli differenti, a tratti ossessivo, e nelle sedi più disparate. Tra serie riflessioni sociologiche e superficiali lettere alla posta del cuore, fino al lapidario e qualunquistico rifiuto di ogni definizione. Abbiamo ricevuto con piacere la segnalazione dell’interessante intervista (sul blog noirpink.blogspot.com) a Les Wright, il sociologo americano autore del celebre "The Bear Book - Readings in the History and Evolution of a Gay Male Subculture”, testo fondamentale nel cammino della bear culture. Un po’ meno piacere ci fa dover convenire con Les Wright praticamente su tutta la linea, pensando che per quanto egli si basi sulla realtà americana che ben conosce, l’Europa si è fatta specchio fedele dei meccanismi di oltre oceano, mimandone gli aspetti meno felici.
Bisogna ammetterlo: è un peccato. L’idea portante, anzi, la verità all’origine del concetto di Orso, è il potenziale sovvertimento dell’estetica dei corpi, del desiderio e di tutto ciò che da questo deriva, come rapporti sociali, ruoli nell’immaginario collettivo, ridimensionamento dei canoni di bellezza su cui si basano leggi di mercato... insomma, tutto. Les Wright dice il vero quando afferma che il fattore destabilizzante legato ai Bears è stato presto imbrigliato da una logica borghese che ha prodotto nuovi stereotipi e realtà umane socialmente chiuse. Si può condividere la delusione per lo spreco di una passione che, pur nascendo nell’ambito sottovalutato della sessualità e dell’eros, avrebbe tutti gli attributi per mettere il mondo a testa in giù, ed è stata invece ridotta a un innocuo franchise commerciale. Si può masticare amaro pensando a quanto di politico, di grande e realmente rivoluzionario sarebbe stato (sarebbe) possibile se l’essere umano medio non trovasse più rassicurante lasciarsi assimilare da un sistema che gli offre frequenti feste in discoteca, possibilità di incontri sessuali, divertimento e poco altro.
Tutte cose tristemente vere. Ma anche tristemente vecchie. Forse addirittura prevedibili. La storia dell’uomo è piena di meravigliose utopie, grandi e piccole, che sono rimaste tali. Oggi si può sentir parlare anche di fallimento del femminismo e del crollo delle massime ideologie. E’ un ciclo antico quanto il mondo. Un mondo che produce bellezza e grandi intuizioni, ma è sempre pronto a ridurle nei ranghi di potere comodi alla maggioranza e convenienti per chi dispone degli strumenti atti a sfruttarle economicamente. Lo storico calvinista Paul Sabatier usò questa metafora: “Qui il fiume è ancora lo stesso. Ma se questo sa verso quale mare corre, non sa nulla degli affluenti fangosi che turberanno la sua limpidezza.”
In questo contesto potrebbe suonare dissacrante o poco opportuno, ma Sabatier si riferiva a Francesco d’Assisi e a quello che sarebbe stato il destino dell’ordine monastico da lui fondato. Francesco rappresentò una svolta sconcertante per la mistica dei suoi tempi. Gli era bastato riscoprire e mettere in pratica gli originali principi cristiani di povertà, umiltà e carità per gettare in confusione le gerarchie della chiesa cattolica e apparire un disturbo per l’ordine costituito. Tuttavia, l’istituzione religiosa non tardò a fagocitarlo, trasformando il suo rifiuto della ricchezza in uno strumento adeguato a ricondurre sotto il proprio controllo le classi più povere, quelle che già da un po’ si erano allontanate da un clero ingioiellato e odoroso d’incenso.In altre parole, la storia dell’uomo è densa di buone idee usate male. Tuttavia, è opportuno ricordare, che se alla fine della fiera i risultati sono scarsi, questo non significa che l’ispirazione di partenza non fosse valida, e che magari andrebbe rivalutata alla luce di una maggiore consapevolezza. In principio, per gli Orsi, tutto iniziò così. Qualcuno si accorse che il desiderio, la tenerezza e tutte quelle pulsioni che (per quanto negate) sono motore dell’esistenza umana, sfuggivano in realtà alle tipizzazioni ufficiali, mentre esisteva una vastissima regione emozionale ancora priva di voce. Non parliamo qui dei percorsi sociali documentati da Les Wright, ma dell’esigenza naturale che ha originato un codice linguistico. Codice che ha portato alla formalizzazione della cultura bear, al suo sviluppo e – si direbbe – al suo arenarsi in ulteriori cliché.
Noi di WOOF! (prima su carta fotocopiata - più o meno com’è accaduto alla rivista americana Bear Magazine - e in seguito come blog) abbiamo contribuito a questa bizzarra evoluzione dalla Sicilia, un po’ distanti dai maggiori centri dove l’ambiente ursino ha trovato maggiore diffusione. Praticamente da subito, ci siamo trovati a fare i conti con resistenze culturali e l’eterna, inutile crociata contro le odiate etichette. Termine spesso usato in modo improprio, giacché “etichetta” è qualcosa da applicare su un prodotto in vendita. “Nome” è invece un segno pratico volto a riconoscere e comprendere un fenomeno della vita. Qualcosa che i semiologi chiamerebbero una “figura del mondo”. Un mondo che ancora oggi trabocca di persone che non sanno che il cielo su di loro è azzurro solo perché non hanno mai pensato di poter alzare lo sguardo. Ed è in questo che consiste l’importanza dei linguaggi, dei patrimoni culturali, delle forme espressive e della comunicazione. A conoscere. A sapere. A vivere.
La rivoluzione degli Orsi, a nostro parere, non è fallita per il semplice fatto che non è mai neppure iniziata. La componente destabilizzante è tuttora un mero potenziale, ed è innegabile che le logiche tiranne della società dei consumi abbiano affossato qualcosa di così interessante sul nascere. Se l’intervista – scientifica e circostanziata – a Les Wright tocca l’argomento in modo puntuale, quel che ci dispiace è notare in altri media l’emergere di un sentimento anti-ursino basato sul niente, se non sulla necessità di sensibilità gay d’altro stampo di riconquistare una ribalta in realtà mai persa. Sentir parlare di “fascismo” a proposito degli Orsi a causa del loro culto dell’aspetto mascolino, o di “negazione del proprio lato femminile” (come se tutti i lati femminili dovessero esprimersi nel medesimo modo) ci irrita e fa ridere nello stesso tempo. Quel che invece ci fa piacere ricordare è quante persone sono uscite dall’isolamento dopo
essere entrati in contatto con i codici del mondo bear. Tanti – anche tra noi della fanzine – vivevano inconsapevoli della propria omosessualità proprio perché calati in un quotidiano afasico rispetto al proprio desiderio, quello che spingeva verso uomini dall’aspetto generalmente giudicato non attraente. Pertanto, se il marchio dell’orma su un sito web, un articolo su un blog o una collezione di immagini, può aiutare qualcuno a scoprire che non è né unico né malato solo perché attratto da maturi omoni anziché da sinuose gazzelle, non possiamo negare che tali linguaggi abbiano una funzione sociale di per sé. Certo, i codici sono in continuo cambiamento, si prestano a stravolgimenti ed estremizzazioni. Ma questo fa parte della tragedia umana in ogni campo. I buoni propositi sono affidati agli individui e realizzati o deteriorati a seconda del loro cammino intellettuale. Il pericolo è quello di confondere gli intenti con le cattive applicazioni, finendo praticamente col buttare con l’acqua anche il bambino. E’ vero. La cultura bear è oggi inquinata da logiche che in origine le erano estranee. Eppure, noi che abbiamo iniziato a vivere in modo più pieno dopo averla scoperta, seguitiamo a sentirci legati a essa, o perlomeno ai suoi elementi essenziali, quelli che Les Wright chiama “definizione fluida”. Tutti noi, nei più disparati ambiti politici, filosofici e ideologici, possiamo a buon diritto sentirci traditi o delusi dalla direzione materiale presa dalla comunità, gruppo, partito, in cui c’eravamo riconosciuti. Ma per fortuna si può ancora scegliere se restare fedeli al sogno (e alla prospettiva della sua migliore realizzazione) piuttosto che alla forma canonizzata di questo.
Vale per tutti, per tutto. E sarà sempre così.
Etichette:
Diario del Capitano,
Mondo Bear,
Woof Story
venerdì 11 giugno 2010
AltroQuando: Compagni di strada
Salva AltroQuando... Salva il mondo!
Uno slogan palesemente preso in prestito dal serial Heroes, coniato spontaneamente da un amico su Facebook, sta facendo velocemente il giro della città di Palermo, e ora ne varca anche i confini.
Un appello improvvisato, con una campagna virale fatta in casa che attinge all’iconografia del celebre serial americano. Tanti post su molti blog. Articoli su riviste elettroniche e presto anche su carta. Sottoscrizioni, iniziative, acquisti solidali. Presenza reale e morale di fumettisti oggi affermati o emergenti. Grazie, Makkox. Grazie, Leo Ortolani. Grazie, Sergio Algozzino. E grazie a tutti quelli noti e meno noti che renderebbero la lista troppo lunga. Un enorme movimento di affetto, di riconoscenza. E in tutti il senso di allarme, ma anche di entusiamo, per proteggere una realtà cittadina a rischio di chiusura.
Che dire?
E’ commovente. Sembra di vivere in uno dei vecchi film di Frank Capra, dove tutti uniscono le forze per aiutare un amico. In questi giorni penso spesso a Angeli con la pistola e a La Vita è Meravigliosa. E’ talmente bello che è diventato difficile riuscire a ringraziare tutti. L’abbraccio che in queste ore sta stringendo la fumetteria AltroQuando di Palermo, a rischio chiusura per i debiti, non lascia spazio a dubbi. In città siamo amati. Anche se la crisi, la frenesia del quotidiano e la distrazione generata dalla complessità della vita di ognuno, può avere portato nel tempo ad allontanarsi... nel momento del bisogno tutto è cambiato. E adesso importa relativamente che cosa accadrà. Questa esperienza è confortante. Qualunque cosa succeda, queste ore ci hanno fatto riconciliare con la vita. Con il mondo. Quel mondo che, prendendo in prestito la frase tormentone di un telefilm, diventa qui simbolo del proprio patrimonio esistenziale. Il passato, le scelte culturali, l’attivismo sociale e politico, la presenza e la disponibilità ad accogliere chi si presentava con trasparenza e umiltà, non erano mai state dettate da calcolo. AltroQuando è nato vent’anni fa dalla passione e la tenacia di una persona cui, nel tempo, si sono uniti altri soggetti. E’ cresciuto, e forse oggi patisce qualche acciacco fisiologico dell’età. Ma un fatto è innegabile. AltroQuando è stato ed è amato. E questa è la cosa che conta di più. Certo, come nei vecchi film, esiste chi si sente superiore e sceglie di recitare la parte del villain. Ma è solo una sgradevole cacofonia a margine. Viviamo su uno strano pianeta. Ogni iniziativa, anche la più nobile, ha i suoi detrattori. Se viene gettato fango persino su Emergency, perché non sarebbe dovuto succedere a una libreria che vende fumetti? Chi è veramente piccolo lo resta anche in queste circostanze, e purtroppo non c’è nulla da fare se non tirare avanti e pensare che abbiamo già moralmente vinto. Al di là di cosa sarà della nostra fumetteria.
Questa esperienza potrebbe veramente cambiarci tutti. Potremmo andare avanti a parlare di meriti veri o presunti. Cose importanti, certo, ma mi piace pensare anche alla solidarietà disinteressata di chi ti rispetta per quello che sei e sceglie di non lasciarti solo. Che ti starebbe vicino anche soltanto perché sei il suo fornaio di fiducia, e negli anni, hai sfornato il pane che ha gustato di più. L'essere Uomini consiste anche in questo.
AltroQuando sta resistendo grazie a tutti voi. Alle vostre iniziative piccole e grandi. Ai vostri contributi attraverso gli acquisti, effettuati di presenza o attraverso bonifico bancario. Se ce la faremo (e oggi, grazie a tutti voi, siamo più ottimisti) AltroQuando potrebbe evolversi ulteriormente, e riprendere quella maturazione di crocevia culturale (ibrida, strana, sperimentale, a volte addirittura incasinata) che ha iniziato vent’anni fa.
Ci sono ancora miglia da fare prima di dormire (Robert Frost)...
Ma se vorrete, potremo percorrerle insieme.
Salva AltroQuando... Salva il mondo!
[Senza la libreria AltroQuando di Palermo, WOOF! non sarebbe mai esistito. Non sarebbe nato come rivista cartacea, vissuta per ben sei anni. Non sarebbe esistita come fonte d'ispirazione per realtà gay bear germogliate successivamente nella nostra città, come la chat e la comunità di OrsiSiculi. Pertanto, diamo spazio all'appello di una realtà oggi a rischio chiusura. Vi preghiamo di leggerlo, di doffonderlo, e - se vivete a Palermo - di sostenere la libreria con i vostri acquisti (è anche un'edicola dove potrete trovare quotidiani e riviste). E' il momento di ringraziare AltroQuando per tutto quello che ha fatto per la comunità gay (non solo bear) e sostenerla come possiamo. Grazie a tutti.]
Etichette:
Non solo BEAR - Gay Life,
Salva AltroQuando,
Tam Tam,
Woof Story
martedì 8 giugno 2010
Perdido Bear Art: Erik il Rosso
Inventai il look di Erik il Rosso e i grondoni che gli stanno accanto, come una forma di saluto ai visitatori del mio primo sito web. La schermata funzionava nel modo più classico. La scritta "Attenzione... sito con contenuto per persone maggiorenni... BlaBlaBla). Al centro, l'orsone rosso, serio e pudicamente coperto. I gargoyles invece avevano già le pundenda al vento, ma ritenni che essendo gli attributi in stato di riposo e trattandosi di statue, la cosa potesse anche passare. Ad ogni modo, per entrare nel sito si doveva cliccare sul pancione di Erik. Il risultato era che partiva un file audio con un forte tuono e una risata sinistra mentre veniva caricata la schermata successiva. Questa...
...dove il personaggio si mostrava sorridente scoprendo le grazie e i grondoni esibivano erezioni granitiche, oltre a un ghigno magari poco rassicurante. Ad ogni modo, il goliardico benvenuto dil sito Perdido Bear e gli Orsi di Carta era questo, piacesse o meno. Bastava cliccare ancora una volta sulla pancia di Erik il Rosso per accedere all'indice definitivo, completo di rimandi alle varie gallery. Erik il Rosso appariva ancora una volta di fianco ai bottoni che avrebbero condotto nelle varie stanze web. Di spalle, completamente nudo a eccezione di cappello, stivali, guanti e benda (lo vedete in questo post). Una curiosità: ricordo che questo personaggio (come look grafico, giacché la sua storia iniziò e finì con queste tre illustrazioni) piaceva molto a GianOrso, con il quale ci conoscemmo proprio in quei giorni. Il sito era povero, ma discretamente colorato. Lo gestivo da solo con l'aiuto di Front Page, e dal momento che i tempi erano un po' diversi (e il sesso nei miei disegni abbastanza esplicito), fu un sito nomade per un bel po', spostandosi su diversi spazi gratuiti fino ad approdare sul dominio di Porto Orso (altro storico sito relativo alla fanzine Woof!). Oggi, i blog dedicati alla Bear Art non si contano più, e la possibilità di usare il nudo è cresciuta parecchio (sebbene ci sia ancora qualche piattaforma che tende a censurare contenuti senza preavviso). In ogni caso, i tempi sono cambiati. Il Web 2.0 è diverso, e risponde a nuove regole. Molti dei miei disegni sono invecchiati male (temo), ma il loro posto è su Woof!, per il quale sono stati pensati, nati e amati.
lunedì 7 giugno 2010
S.O.S. ALTROQUANDO
Senza la libreria AltroQuando di Palermo, WOOF! non sarebbe mai esistito.
Non sarebbe nato come rivista cartacea, vissuta per ben sei anni. Non sarebbe esistita come fonte d'ispirazione per realtà gay bear germogliate successivamente nella nostra città, come la chat e la comunità di OrsiSiculi. Pertanto, diamo spazio all'appello di una realtà oggi a rischio chiusura. Vi preghiamo di leggerlo, di doffonderlo, e - se vivete a Palermo - di sostenere la libreria con i vostri acquisti (è anche un'edicola dove potrete trovare quotidiani e riviste). E' il momento di ringraziare AltroQuando per tutto quello che ha fatto per la comunità gay (non solo bear) e sostenerla come possiamo. Grazie a tutti.
---
AltroQuando è in difficoltà economica e chiede aiuto.
Lo facciamo con un pizzico di vergogna. Ma la situazione è critica, e chiediamo aiuto.
AltroQuando è nato a Palermo nel 1991, in un momento storico in cui le fumetterie italiane non esistevano se non come botteghe dell'usato. AltroQuando, per primo, ha introdotto nel capoluogo siciliano l'idea di libreria specializzata nel settore, portando il fumetto europeo, giapponese, americano, dai chioschi delle edicole alla ribalta della vetrina. Qualcosa che all'epoca sembrava stravagante, ma che rappresentava in realtà l'inizio dello sdoganamento culturale del media fumetto. Da prodotto commerciale di nicchia e lettura per la sola infanzia a intrattenimento sofisticato e veicolo culturale.
AltroQuando è stato un punto d'incontro per molti giovani artisti cresciuti insieme alla libreria, alcuni dei quali avrebbero in seguito intrapreso un cammino professionale. La produzione, curata dalla fumetteria, di fanzine (Burp, Il Cassonetto) come di mostre personali e collettive (Sguardi e Visioni) ha contribuito a sviluppare l'humus culturale dal quale sarebbero sorti autori oggi emergenti (Sergio Algozzino, Claudio Stassi, Giuseppe Lo Bocchiaro e tanti altri) e a gettare le basi per la Scuola del Fumetto di Palermo. Tutte realtà che avrebbero faticato a consolidarsi in un panorama cittadino dove il fumetto era ancora un oggetto di culto per pochi.
AltroQuando ha scelto di non fermarsi al mero commercio e alla presentazione dei titoli di maggiore richiamo, ma di guardare oltre e ungere gli ingranaggi. Per questo, in vent'anni di attività, ha coraggiosamente promosso numerose etichette editoriali indipendenti che nelle fumetterie delle maggiori città italiane non trovavano visibilità. Il grande successo della serie Rat-Man, di Leo Ortolani, anch'esso nato come autoproduzione prima del grande balzo professionale, è contato tra i titoli tenuti a battesimo e caldeggiati dalla nostra libreria. E dell'attuale, meritata, popolarità raggiunta da autore e personaggio ci sentiamo particolarmente onorati.
Ma AltroQuando non è stato solo questo, e si è aperto all'espressione artistica a 360 gradi, con le oltre ottanta mostre allestite. Eventi culturali in cui trovavano spazio e ascolto nuove leve della fotografia, della pittura, della grafica sperimentale, della scultura e delle più disparate forme di sperimentazione artistica. AltroQuando ha voluto rompere i confini delle convenzioni e non arenarsi nel semplice ruolo di attività commerciale. Per questo, negli anni, è sempre stato vicino a tutte quelle voci che proponevano un cambiamento. Ne sono esempio le collaborazioni con la rivista Cyberzone e il movimento antiprobizionista. Il sostegno ai centri sociali (ZetaLAB, Ex Carcere) e alla cultura LGBT, con l'apertura di un apposito spazio della libreria e la produzione in proprio della fanzine WOOF!, fino alla recente adesione al primo Gay Pride regionale che avrà luogo nella città di Palermo.
In circa vent'anni di attività, AltroQuando ha fornito alla sua clientela un servizio mai visto altrove nella nostra città, garantendo gratuitamente abbonamenti a fumetti e riviste, spesso con fatica e, con l'avanzare della crisi economica, qualche volta a denti stretti. Ma sempre con una disponibilità e urbanità che ci sentiamo di definire uniche nel nostro ambito lavorativo, spesso così frettoloso e poco attento alle sensibilità degli individui.
La crisi globale, tuttavia, non guarda in faccia nessuno e anche Altroquando oggi si trova in ginocchio. Le mille difficoltà hanno portato a un'inevitabile ritardo di un mese nei pagamenti, e il distributore Alastor, dove ci forniamo, ha bloccato le spedizione delle novità alla nostra fumetteria, decretando, di fatto, la sentenza di morte per la ventennale esperienza di AltroQuando. Un destino che potrebbe essere scongiurato solo dal saldo della fattura entro il 15 Giugno 2010.Chiediamo dunque l'aiuto di tutti voi, affinché AltroQuando possa continuare a esistere. Personalmente, pensiamo che la chiusura di una realtà come AltroQuando lascerebbe un vuoto significativo nella città di Palermo. Un vuoto per chi ama il fumetto nelle sue molte forme, per chi è interessato a conoscere e seguire voci e idee culturali fuori del coro. Sta a voi decidere se ci sbagliamo o no.
---
AltroQuando sarà grato a tutti per l'aiuto. Per i non residenti a Palermo è possibile acquistare effettuando un bonifico bancario. Gli estremi sono i seguenti:
IT 77 M 07601 04600 000030981914
oppure un versamento sul c/c postale 30981914 intestato Rizzuto Adelfio Salvatore (titolare Libreria AltroQuando).
Email per info: info@altroquando.org
Grazie a tutti.
---
AltroQuando sarà grato a tutti per l'aiuto. Per i non residenti a Palermo è possibile acquistare effettuando un bonifico bancario. Gli estremi sono i seguenti:
IT 77 M 07601 04600 000030981914
oppure un versamento sul c/c postale 30981914 intestato Rizzuto Adelfio Salvatore (titolare Libreria AltroQuando).
Email per info: info@altroquando.org
Grazie a tutti.
[Il segnalibro di AltroQuando è stato realizzato da Riccardo Rizzo]
[Le illustrazioni sono di Giuseppe Lo Bocchiaro]
Etichette:
Mondo Bear,
Non solo BEAR - Gay Life,
Salva AltroQuando,
Tam Tam,
Woof Story
Iscriviti a:
Post (Atom)













































