martedì 5 marzo 2002

LA MIA BUDAPEST URSINA


Emilio Campanella * racconta un viaggio tra suggestioni, corpi massicci e riti senza tempo

BUDAPEST. Solo molte ore dopo il mio arrivo mi sono reso conto di quanto (e da quanto) in profondità fosse radicato il mi desiderio di visitare questa città. Il sogno di una città orientale nel cuore dell'Europa centrale, le forti vestigia (per quanto poco visibili) della dominazione ottomana, la coesistenza di un'anima barbara con le raffinatezze e le "mollezze" del medio oriente.

La monumentalità degli edifici, l'equilibrio di tre città unite e magicamente divise da un grande fiume, la fantasia dell'architettura secessionista, l'eleganza dei teatri, l'emozione della prima sotterranea continentale, appena sotto il livello stradale, impossibile a pensarci, quasi una discesa agli inferi, facile e fin de siècle.

Si può essere adescati con qualunque pretesto. Alloggio, cambio, sesso, trasporti, cucine, eccetera. Specialmente nella bellissima stazione internazionale di Keléti, architettonicamente stupenda e con un affascinante bisogno di restauro. Oppure nella commerciale via Vàci, basta tirare diritto oppure no.

Io ho tirato diritto, anche perché so cosa voglio e sapevo dove trovarlo. Specialmente grazie alla mia preziosa guida: un delizioso orsetto triestino che conosce bene la città e la lingua. Per cui, in un gelido pomeriggio, mi sono lasciato accompagnare fra i vapori dei Bagni Keràli, insieme ai Rudas uno dei più antichi stabilimenti della città (1576).

Il posto conserva ancora vestigia turche. Là, sotto la cupola ottomana, nella vasca tiepida, uomini di tutte le età e dimensioni, stanno a mollo conversando, guardandosi, toccandosi, massaggiandosi... Ma sotto il pelo dell'acqua, in penombra.

Si può optare per il vapore o per il calore secco, ma senza sperare in alcuna privacy, anche se nessuno fa caso a qualche erezione, masturbazione... O meglio, sì! Ma sempre con stile e... ammirazione.

Capita di notare la faccia tipica, mitteleuropea, con quel pizzico di oriente nel taglio degli occhi azzurri e nella curva del naso. Ma poi scopri che il magiaro è un turista come te... e che viene da Sidney.


La serata si conclude in "cantina", nel simpatico ACTION CLUB (Magyar utca 42) dove la musica non è assordante, la gente è molta, ma non troppa, i tipi sono eterogenei e l'atmosfera rilassata. Anche qui orsoni e orsetti con grandi boccali di birra. L'ingresso non è a pagamento, ma non si può consumare meno di una certa cifra. Limitata, ma se non si sta attenti ci si può inciuccare facilmente.


Concludo con l'emozione di una tarda mattinata nei magnifici bagni dell'hotel Gellért, edificio secessionista sontuoso, il cui istituto termale ha tutti i rituali del primo novecento, come i grembiulini "cache-sex", che bagnati fanno un effetto notevole e lasciano liberi glutei talvolta prosperosi. Io, da buon naturista, lo tenevo in mano, salvo stenderlo per sedermici. Anche qui vapori e calori secchi avvolgono giochi discreti, ma non timidi. Alcuni orsoni eccitati si masturbano quasi coram populo, salvo trovare un assistente (che non manca mai) che li aiuti ad alleviare la tensione.

Ma l'immagine più bella l'ho colta entrando nella grande sala a volta (decorata con straordinarie maioliche) dove due signori seduti sui gradini della vasca più calda (38°, una meraviglia!) giocavano tranquillamente a scacchi. Una scena che nell'insieme mi ha fatto pensare alla scuola di Atene di Raffaello. Nell'acqua, uomini belli e meno belli, bellissimi, tutti molto naturali, con pelo, con la pancia, barba o baffoni. Entri e non ne usciresti più.

E invece bisogna ripartire, ma dopo un bel giro al Museo di Belle Arti. Il giorno seguente, un po' rintronato dal viaggio, sono nuovamente a Venezia e riesco a superare la nostalgia solo nel pomeriggio, passeggiando in Riva degli Schiavoni e guardando le ombre della sera sopraffare uno struggente tramonto sul bacino di San Marco.

[Articolo di Emilio Campanella]

* Emilio Campanella è uno dei soci storici del gruppo "Orsi Italiani" . Praticamente da sempre, cura rubriche di teatro, cinema e cultura.

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