mercoledì 5 dicembre 2001

Bear Fiction: ANGELI


Aspettavo da tanto tempo un miracolo. La mia vita scorreva uguale ogni giorno ed io non ero per niente soddisfatto. Nessun incontro era riuscito a scuotermi dal mio torpore. Frequentavo i soliti locali e naturalmente vi era sempre la solita gente. Forse non sapevo cosa stavo cercando e sicuramente non ero contento della mia quotidianità. Agognavo un colpo di fulmine, quello che mi avrebbe riempito la vita. Niente, non succedeva niente. Ero un po' depresso, e guardavo con insistenza l'acqua che scorreva sotto il ponte, un tuffo con un po' di coraggio avrebbe risolto ogni mio malessere. Ero già pronto a salire sul parapetto del ponte quando una voce possente e virile alle mie spalle mi dice:

"Grazie per avermi chiamato."

"ma veramente, io.."

"Su, da bravo. Dimmi dove posso farmi un panino con la mortadella... Ho fame."

Davanti a me un omone grosso e peloso con la barba, e la faccia rubiconda tutta allegra come quelli che si vedono al computer nei siti dedicati agli orsi.

"Hai capito? Hooooooo fameeeeeee...E' proprio da tanto che non mangio un bel panino con la mortadella."

"Ma cosa vuoi da me... Non ti conosco neanche."

"Non è vero. Mi hai chiamato ed io sono accorso subito senza pensarci due volte. Non potevo lasciarmi scappare questa occasione. Certo, forse avresti preferito uno come Brad Pitt. Ma in questo momento non è disponibile. Adesso mi vai a comprare un bel panino con la mortadella. So che da queste parti la fanno da Dio (guarda in alto ). Scusami, non volevo offendere."

"Forse potrei riaccompagnarti da dove sei venuto. So che qui vicino c'è una casa di cura per malattie mentali."

"Ma guarda che io non sono pazzo. Sono solo affamato, è da tanto tempo che non mangio un bel panino con la mortadella."

"Ancora!"

"Ma sì, non hai capito... io sono un angelo. Certo, forse non lo immaginavi così. Ma pazienza! Quelli magri, ascetici, emaciati, tutta luce... per il momento sono impegnati altrove. Così hanno rispolverato me... Mandandomi a salvarti."

"Ma veramente io."

"Su, non mi dire che non volevi buttarti di sotto. E poi questo tipo di suicidio. Non è elegante. Vedi, è importante trovare anche un bel modo di morire. Per esempio... ballando in pista in una discoteca famosa, con tanta gente che ti guarda e con quella stupenda musica assordante che ti spossa fino a farti perdere le forze. Non è più carino? No, forse no. Ahhhh, ho trovato! Una bella corsa automobilistica su una rossa ferrari luccicante che ti spara fuori dall'abitacolo ad una velocità supersonica dopo il primo impatto? Nooooooo... e se poi non muori subito? Mamma mia, tutto quel sangue! Che impressione! No, no, non va bene. Ah, ho pensato... perchè no? Una bella abbuffata di dolci fino a spaccarsi il fegato e così morire sazi e felici? Non mi sembri tanto convinto. Forse i dolci non ti piacciono (sospira deluso). Peccato, ci sarebbe stata molta poesia. Allora il contrario! Un bellissimo sciopero della fame con tanto di motivazione terzomondista. O come si usa adesso antiglobalizzazione, occhei?"

"Premesso che sono d'accordo politicamente, ma mi ci vedi? Io che digiuno! Mi hai visto bene?"

"Aaah, ora ho capito cosa potrebbe andarti bene! (Comincia una specie di spogliarello sulla musica scandita a voce di Je t'aime moi non plus) Si... si potrebbe fare proprio... (comincia a spogliare l'uomo )."

"BASTA! Ma come ti permetti?! Io sono una persona seria, e proprio da te questo non me lo sarei mai aspettato. Capisco che saranno secoli... Ma un po' di decenza."

"Si, scusami. Hai proprio ragione. Ma sai com'è! Zucchero non guasta bevanda. Non si dice così? Allora, cos'hai deciso? Me lo compri un bel panino con la mortadella?"

"Ma sì, forse è proprio meglio un bel panino con la mortadella."

S'incamminano sottobraccio, allontanandosi lentamente dal ponte.


[Racconto di Oberon]

Nessun commento: