Visualizzazione post con etichetta Salva AltroQuando. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salva AltroQuando. Mostra tutti i post

lunedì 21 gennaio 2013

AltroQuando: un fiore per il Palermo Pride 2013



Sia chiaro una volta per tutte: non siamo malati.

Questa affermazione iniziale, aggressiva e per qualcuno (non tutti, temiamo) forse datata, ha una sua ragion d'essere che sarà presto chiara. Parliamo del Pride, anzi, del Palermo Pride LGBT, che dal 2010 la nostra città, amata e ferita, ospita con un successo che fino a pochi anni fa quasi nessuno osava sperare. Lo sforzo concentrato di più associazioni lgbt, pur con qualche fisiologica incertezza, è riuscito a produrre un piccolo miracolo catartico. Se Palermo oggi è un po' cresciuta oltre l'orizzonte del suo provincialismo cronico è anche grazie all'impegno di tutti questi uomini e donne, capaci di sfidare la secolare immobilità cittadina e persino i propri limiti. Perché il Pride è una festa per tutti e nello stesso tempo una marcia per dei diritti fondamentali. Occasione per ricordare la resistenza alle arbitrarie persecuzioni della polizia da parte degli avventori del club gay americano Stonewall nell'ormai lontano 1969, e continuare - oggi più che mai - a reclamare un'uguaglianza sociale tuttora inesistente nel nostro paese. Il Pride è uno strumento di lotta politica in quanto evento popolare, fatto per coinvolgere, nel tempo, i cuori prima ancora delle menti con la sua componente gioiosa, contribuendo a plasmare una cultura delle differenze e quindi della crescita culturale e civile. Un evento che in questo 2013 avrà la qualifica di nazionale e rappresenterà un'ennesima tappa per il movimento lgbt siciliano.


Detto questo, è il momento di spendere qualche parola sul ruolo di AltroQuando nelle vicende legate al Pride, e spiegare in sintesi le ragioni del nostro parziale allontanamento. Una dissidenza che, sia ben chiaro, riguarda solo alcuni aspetti formali e certi atteggiamenti circoscritti, non la sostanza della manifestazione e tanto meno le sue finalità profonde. Pertanto, AltroQuando appoggerà oggi come ieri il Palermo Pride, e contribuirà come può alla sua promozione. Solo, lo farà a modo proprio, con un approccio personale.

Perché?

Perché i simboli per noi sono importanti e vanno considerati con cura. Fare attivismo politico sottovalutando (o gestendo con superficialità) la componente mediatica, è a nostro avviso un errore serio che nei lunghi tempi potrebbe presentare il conto. Ed è proprio in questo che troviamo un retrogusto amaro nella bella avventura che il Pride lgbt di Palermo ha iniziato tre anni fa. Un evento politico pienamente riuscito, ma bacato da un dettaglio che, per quanto all'apparenza insignificante, è per noi campanello d'allarme di una debolezza formale che non riusciamo proprio a digerire.

Ci disturba il fatto che di tutto l'atlante degli asterischi sia stato scelto proprio quello. Quello che per tre anni ha spopolato su striscioni, spille, sulla pelle dipinta dei partecipanti in festa. Ignari o indifferenti del suo significato basico. Sì, giacché è la Storia (quella con la maiuscola) a fare della croce uncinata l'orrido ricordo di un'immensa tragedia, e non certo il simbolo buddista che oggi, in occidente, sono pochissimi a ricordare. Parliamo di quell'asterisco, oggi color fuxia, quello che già dagli anni sessanta è stato adottato per essere la Star of Life, simbolo internazionale dei paramedici presente su ogni ambulanza del pianeta, in ogni ambulatorio, sul camice di ogni infermiere, di ogni ausiliario addetto al trasporto delle salme, spesso anche nelle insegne delle farmacie. Colorato di rosa negli Stati Uniti come marchio dell'impegno femminile nelle forze paramediche, con sfondo rainbow dagli infermieri gay durante i Pride americani, ma sempre e comunque riferito al mondo degli operatori sanitari, di cui rappresenta il simbolo per antonomasia ormai da decenni.


Nel 2010, mentre il primo, fortunato Pride palermitano prendeva forma, ci accorgemmo dell'ambiguità inopportuna del simbolo che stava venendo acclamato e consultammo a nostra volta un grafico professionista (la cui schietta opinione sul logo scelto terremo per noi, per non scatenare inutili risse). Chiedemmo più volte che la silhouette dell'asterisco fosse modificata, in modo che si allontanasse dal suo omologo blu sui mezzi di soccorso pubblico, ma evidentemente... non riuscimmo a essere abbastanza persuasivi.

La questione non si esaurisce semplicemente qui. Innanzitutto perché un simbolo dovrebbe unire,  non dividere in base alle emozioni che suscita, ma anche per via dell'approccio dialettico al problema. D'accordo, eravamo... siamo una minoranza. Ma la verità non può essere ridotta a una mera questione di gradimento. Non è che quel logo non ci piaccia. In realtà, ci offende, in quanto troppo vicino per forma e rimandi concettuali (è da sempre identificato con la sintesi grafica del caduceo: il bastone di Ermes con i serpenti attorcigliati, vessillo della scienza farmaceutica) a temi inerenti la salute che stridono ideologicamente con le lotte per i diritti lgbt.
Ma come? ci siamo detti. Abbiamo trascorso decenni a gridare che non siamo malati... e per il Pride di Palermo, la prima volta che la nostra città ospita la manifestazione, si sceglie proprio un simbolo con echi storici e culturali così dissonanti? Né ci consola (anzi, ci irrita) sentirci rispondere che tanto nessuno sembra farci caso. Per la nostra mentalità, chi si propone di fare politica e si avvede che il proprio uditorio ha un immaginario collettivo così fragile, dovrebbe prendersi il disturbo di svegliarlo, non mettersi comodo sulla generale distrazione. Ci spiace doverlo dire, ma questo atteggiamento ci ricorda più una strategia di marketing volta a vendere un prodotto che una campagna mirata alla maturazione sociale della propria gente. 

La storia della grafica è zeppa di simboli nati con un significato e divenuti strada facendo tutt'altro. Ed è in base alla storia se la croce runica, eletta a simbolo delle SS naziste, oggi non può che evocare ricordi sinistri. Se la croce celtica è oggi indiscutibilmente uno dei vessilli della destra estrema, si dovrebbe riflettere prima di riutilizzarla per scopi differenti. Ci sono impronte storiche indelebili, che nessuna dissertazione può lavare via. Esistono, inoltre, simboli assai generici e del tutto innocui. Come, ad esempio, lo stemma sul petto di Superman, che privato della S si rivela un comunissimo scudo araldico, non dissimile da quello di molte famiglie nobiliari anche italiane, e persino dal vecchio logo della Democrazia Cristiana. Tuttavia, nessun simbolo araldico – neppure quello dei Savoia – è mai stato accostato a medici e malati. Questo è toccato in sorte a omosessuali, lesbiche e transessuali per molto, troppo tempo. E così è per  l'asterisco squadrato e a sei punte scelto dall'assemblea che ha dato vita al primo Palermo Pride. Non un piccolo segno di interpunzione, arrotondato dal canonico corpo tipografico, ma un logo associato alla sanità a livello internazionale e visibile con cadenza quotidiana nei luoghi e momenti meno felici della vita. E' vero che la maggior parte delle persone non hanno realizzato subito questa (per noi) sciagurata sovrapposizione. Ma è vero anche che ci sarà sempre, in mezzo alla folla del Pride, qualcuno che ha da poco lasciato un ospedale, messo un infermo su un'ambulanza, visto trasportare la salma di un congiunto da barellieri con quel logo sulla divisa.  Sempre. E' inevitabile. E tale difetto di sensibilità (e di attenzione) è a nostro parere una mancanza non da poco.


Vedendo nel logo ciò che realmente è, noi di AltroQuando abbiamo sofferto per non poter essere più presenti nella promozione dell'evento negli anni trascorsi. Scusateci, ma a noi l'idea di mettere addosso la spilla con la paramedic cross ricolorata, dà i brividi. Lo troviamo macabro e decisamente inopportuno se accostato con le tematiche lgbt. Uno scivolone semantico che si sarebbe potuto evitare, soprattutto quando (come sembra) si vuol fare del logo una costante negli anni per il Pride cittadino. Non ce la sentiamo di esporre materiale promozionale con quel marchio, che oltretutto se girato assume la sagoma crudele di una croce di Sant'Andrea. Qualcuno ci ha detto che ormai è impossibile tornare indietro. Sarà, ma si può ancora andare avanti, e raddrizzare il tiro.
Crediamo profondamente nel significato dei simboli. Pensiamo che la gente vada avvertita, non abbandonata nella propria distrazione. E a dispetto di tutto, vogliamo, oggi più che mai, essere parte di questa festa, di questa lotta, di questo Pride...


Per questo, in attesa del Palermo Pride Nazionale 2013, AltroQuando ha deciso di promuovere la manifestazione a modo proprio, utilizzando materiale alternativo (non usiamo più la parola dissidente, per favore) ed elaborando un asterisco che -  pur richiamando per colore e angoli il logo degli anni passati - possa essere un simbolo pacifico e distante da temi imbarazzanti: un fiore.
Nel corso del 2013, quindi, useremo i nostri strumenti di lavoro (i fumetti) e il nostro asterisco-fiore (anch'esso scelto nell'affollato atlante degli asterischi) per spingere e divulgare le attività preparatorie per il Palermo Pride Nazionale e la manifestazione finale. A modo nostro, senza sentirci costretti a ricordare momenti dolorosi, malattie e accostamenti offensivi. Non ci aspettiamo nulla, se non l'indifferenza che ci ha circondato sin dall'inizio. Eppure saremo qui, a parlare del Pride, a contribuire idealmente alla manifestazione e a incoraggiare tutti e tutte a parteciparvi. Nel nostro piccolo, nel nostro “non professionismo”, con i nostri brutti caratteri che ci fanno, secondo alcuni, tenere il broncio come bambini... Noi ci saremo, come ci siamo sempre stati.
Il Pride, tra le altre cose, è una festa delle differenze. Differenze senza le quali l'umanità non avrebbe potuto evolversi, perché spesso sono le mosche bianche che si azzardano a volare più lontano. Andremo avanti, fieri del nostro essere diversi, fieri di partecipare a un evento come il Pride. Fieri di offrire un fiore a chiunque vorrà accettarlo.





lunedì 7 novembre 2011

Lettera aperta a La Repubblica di Palermo

 [Il testo della seguente lettera è stato inviato a La Repubblica di Palermo, in risposta all'articolo firmato da Mario Genco il 5 Novembre 2011, intitolato "Una città che perde un pezzo alla volta", in cui si afferma che la nostra fumetteria avrebbe chiuso i battenti.]

AltroQuando è ancora qui. La prima fumetteria di Palermo, quella aperta da vent’anni, resiste ancora. Ci sembra il modo più appropriato per rispondere a chi già cantava, pur lodandoci, la nostra dipartita. Non ci capacitiamo di questa falsa notizia che, dal tono dell’articolo firmato da Mario Genco su La Repubblica di Palermo del 05.11.11, dà la nostra attività per chiusa già da tempo. Né si tratta solo di fare i relativi scongiuri, giacché affermare la nostra scomparsa dal territorio su uno dei quotidiani più letti in città non ci aiuta certo a sollevare le sorti di un esercizio commerciale che, come tanti altri a Palermo, sopravvive sul filo del rasoio. E’ vero che la crisi globale ha messo in ginocchio anche noi, e che a Giugno del 2010, in un’ora particolarmente nera, è stata organizzata presso il circolo Malussène una manifestazione volta a salvare la fumetteria, nel corso della quale sono state messe all’asta opere grafiche di disegnatori emergenti e già noti. Da quell’iniziativa, svoltasi ormai più di un anno fa, e dall’aiuto di sostenitori privati, AltroQuando è riuscito a trarre le energie sufficienti per restare aggrappato alla zattera, e a resistere, faticosamente, in un centro storico sempre più vuoto e agonizzante. La nostra fumetteria, però, è ancora aperta, e oggi si vede costretta a valutare il danno di un’imprecisione giornalistica che lascia sconcertati. Uno sconcerto tanto più grande dal momento che parliamo de La Repubblica, quotidiano da noi seguito e normalmente apprezzato. Ci suscita irritazione pensare che sarebbe stata sufficiente una breve telefonata per evitare un’inesattezza, potenzialmente dannosa per terzi, di tali proporzioni. Uno dei punti fermi di chi lavora nel settore notizia dovrebbe essere soprattutto la verifica delle fonti, prassi che in questo caso sembra non essere stata seguita. Non ne vogliamo personalmente a chi ha firmato l’articolo, ma ci rende perplessi il fatto che le consuete dinamiche redazionali non siano bastate ad arginare un errore così marchiano.


Si rende dunque necessaria un’urgente smentita. Affinché i nostri sforzi quotidiani per tenere in vita quella che l’articolo di Mario Genco definisce “un’attività storica” non siano compromessi dalla leggerezza di chi sembra conoscere il nostro esercizio e le sue vicissitudini solo per sentito dire.
La fumetteria AltroQuando deve il suo nome a una celebre storia di Dylan Dog, in cui il pianeta terra è visto da alieni come un mondo popolato da creature mostruose. In quell’episodio, la Morte stessa si congeda dal protagonista e dal lettore con una frase che oggi sembra fare al caso nostro: «Non chiedermi quando tornerò. Perché sarà sempre un ALTRO quando.»
Così è per noi della prima, storica fumetteria palermitana. Siamo aperti, vivi. E il nostro QUANDO è tuttora un ALTRO.

Lo staff della fumetteria AltroQuando

venerdì 27 maggio 2011

AltroQuando: Sconti per chi vota al referendum


La libreria AltroQuando di Palermo (sì, proprio noi di WOOF!) aderisce all’iniziativa San Tommaso is Back, e applicherà il 10% di sconto su tutti i titoli da fumetteria ai clienti che dimostreranno, presentando un documento di identità e la tessera elettorale timbrata con la data del 12 o 13 Giugno 2011, di avere regolarmente votato al prossimo referendum riguardo il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento. Va da sé (come se fosse necessario esplicarlo) che ognuno dovrà votare secondo le proprie convinzioni, e limitarsi a certificare di avere effettivamente votato, contribuendo a far raggiungere il quorum.

L’iniziativa San Tommaso is Back nasce da un’idea della cantautrice romana Ilaria Patassini, in arte Pilar, e della producer Giovanna Mirabella. La cantante, infatti, ha annunciato sulla sua pagina Facebook che il prossimo 13 Giugno, una volta chiuse le urne, eseguirà, presso lo studio di un amico fotografo, un concerto gratuito per tutti coloro che dimostreranno di aver votato al referendum. L’idea ha subito fatto il giro d’Italia, coinvolgendo artisti come i Waines a Palermo, i Gnu Quarter a Genova, ma anche ristoratori e gestori di teatro. E la mobilitazione continua. In tanti offrono sconti e performance gratuite a fronte della certificazione del voto espresso.

Un’iniziativa senza precedenti, volta a scongiurare l’evidente boicottaggio del referendum del 12 e 13 Giugno, che vorrebbe i cittadini disinformati, inconsapevoli e distratti.

La nostra fumetteria aderisce di buon grado all’idea lanciata da Pilar e già raccolta da tanti altri amici sparsi su tutto il territorio italiano. Il mese di Giugno è ormai alle porte, pertanto ricordate: se avete visto in scaffale un volume a fumetti che desiderate, ma che graverebbe un po’ troppo sulle vostre finanze, non dovete fare altro che andare a votare il 12 o 13 del prossimo mese per avere applicato un interessante sconto. Quello del 10% su tutto il materiale da fumetteria.

Un motivo in più per svegliarsi e scrollarsi di dosso quell’apatia tanto comoda per chi ci governa, ed esprimere la propria opinione su ben tre quesiti di grande importanza.

Noi voteremo quattro SI’.

San Tommaso è tornato!


venerdì 11 giugno 2010

AltroQuando: Compagni di strada

Salva AltroQuando... Salva il mondo!

Uno slogan palesemente preso in prestito dal serial Heroes, coniato spontaneamente da un amico su Facebook, sta facendo velocemente il giro della città di Palermo, e ora ne varca anche i confini.
Un appello improvvisato, con una campagna virale fatta in casa che attinge all’iconografia del celebre serial americano. Tanti post su molti blog. Articoli su riviste elettroniche e presto anche su carta. Sottoscrizioni, iniziative, acquisti solidali. Presenza reale e morale di fumettisti oggi affermati o emergenti. Grazie, Makkox. Grazie, Leo Ortolani. Grazie, Sergio Algozzino. E grazie a tutti quelli noti e meno noti che renderebbero la lista troppo lunga. Un enorme movimento di affetto, di riconoscenza. E in tutti il senso di allarme, ma anche di entusiamo, per proteggere una realtà cittadina a rischio di chiusura.

Che dire?

E’ commovente. Sembra di vivere in uno dei vecchi film di Frank Capra, dove tutti uniscono le forze per aiutare un amico. In questi giorni penso spesso a Angeli con la pistola e a La Vita è Meravigliosa. E’ talmente bello che è diventato difficile riuscire a ringraziare tutti. L’abbraccio che in queste ore sta stringendo la fumetteria AltroQuando di Palermo, a rischio chiusura per i debiti, non lascia spazio a dubbi. In città siamo amati. Anche se la crisi, la frenesia del quotidiano e la distrazione generata dalla complessità della vita di ognuno, può avere portato nel tempo ad allontanarsi... nel momento del bisogno tutto è cambiato. E adesso importa relativamente che cosa accadrà. Questa esperienza è confortante. Qualunque cosa succeda, queste ore ci hanno fatto riconciliare con la vita. Con il mondo. Quel mondo che, prendendo in prestito la frase tormentone di un telefilm, diventa qui simbolo del proprio patrimonio esistenziale. Il passato, le scelte culturali, l’attivismo sociale e politico, la presenza e la disponibilità ad accogliere chi si presentava con trasparenza e umiltà, non erano mai state dettate da calcolo. AltroQuando è nato vent’anni fa dalla passione e la tenacia di una persona cui, nel tempo, si sono uniti altri soggetti. E’ cresciuto, e forse oggi patisce qualche acciacco fisiologico dell’età. Ma un fatto è innegabile. AltroQuando è stato ed è amato. E questa è la cosa che conta di più. Certo, come nei vecchi film, esiste chi si sente superiore e sceglie di recitare la parte del villain. Ma è solo una sgradevole cacofonia a margine. Viviamo su uno strano pianeta. Ogni iniziativa, anche la più nobile, ha i suoi detrattori. Se viene gettato fango persino su Emergency, perché non sarebbe dovuto succedere a una libreria che vende fumetti? Chi è veramente piccolo lo resta anche in queste circostanze, e purtroppo non c’è nulla da fare se non tirare avanti e pensare che abbiamo già moralmente vinto. Al di là di cosa sarà della nostra fumetteria.

Questa esperienza potrebbe veramente cambiarci tutti. Potremmo andare avanti a parlare di meriti veri o presunti. Cose importanti, certo, ma mi piace pensare anche alla solidarietà disinteressata di chi ti rispetta per quello che sei e sceglie di non lasciarti solo. Che ti starebbe vicino anche soltanto perché sei il suo fornaio di fiducia, e negli anni, hai sfornato il pane che ha gustato di più. L'essere Uomini consiste anche in questo.
AltroQuando sta resistendo grazie a tutti voi. Alle vostre iniziative piccole e grandi. Ai vostri contributi attraverso gli acquisti, effettuati di presenza o attraverso bonifico bancario. Se ce la faremo (e oggi, grazie a tutti voi, siamo più ottimisti) AltroQuando potrebbe evolversi ulteriormente, e riprendere quella maturazione di crocevia culturale (ibrida, strana, sperimentale, a volte addirittura incasinata) che ha iniziato vent’anni fa.

Ci sono ancora miglia da fare prima di dormire (Robert Frost)... 
Ma se vorrete, potremo percorrerle insieme.

Salva AltroQuando... Salva il mondo!




[Senza la libreria AltroQuando di Palermo, WOOF! non sarebbe mai esistito. Non sarebbe nato come rivista cartacea, vissuta per ben sei anni. Non sarebbe esistita come fonte d'ispirazione per realtà gay bear germogliate successivamente nella nostra città, come la chat e la comunità di OrsiSiculi. Pertanto, diamo spazio all'appello di una realtà oggi a rischio chiusura. Vi preghiamo di leggerlo, di doffonderlo, e - se vivete a Palermo - di sostenere la libreria con i vostri acquisti (è anche un'edicola dove potrete trovare quotidiani e riviste). E' il momento di ringraziare AltroQuando per tutto quello che ha fatto per la comunità gay (non solo bear) e sostenerla come possiamo. Grazie a tutti.]


lunedì 7 giugno 2010

S.O.S. ALTROQUANDO


Senza la libreria AltroQuando di Palermo, WOOF! non sarebbe mai esistito.
Non sarebbe nato come rivista cartacea, vissuta per ben sei anni. Non sarebbe esistita come fonte d'ispirazione per realtà gay bear germogliate successivamente nella nostra città, come la chat e la comunità di OrsiSiculi. Pertanto, diamo spazio all'appello di una realtà oggi a rischio chiusura. Vi preghiamo di leggerlo, di doffonderlo, e - se vivete a Palermo - di sostenere la libreria con i vostri acquisti (è anche un'edicola dove potrete trovare quotidiani e riviste). E' il momento di ringraziare AltroQuando per tutto quello che ha fatto per la comunità gay (non solo bear) e sostenerla come possiamo. Grazie a tutti.

---

AltroQuando è in difficoltà economica e chiede aiuto.
Lo facciamo con un pizzico di vergogna. Ma la situazione è critica, e chiediamo aiuto.

AltroQuando è nato a Palermo nel 1991, in un momento storico in cui le fumetterie italiane non esistevano se non come botteghe dell'usato. AltroQuando, per primo, ha introdotto nel capoluogo siciliano l'idea di libreria specializzata nel settore, portando il fumetto europeo, giapponese, americano, dai chioschi delle edicole alla ribalta della vetrina. Qualcosa che all'epoca sembrava stravagante, ma che rappresentava in realtà l'inizio dello sdoganamento culturale del media fumetto. Da prodotto commerciale di nicchia e lettura per la sola infanzia a intrattenimento sofisticato e veicolo culturale.

AltroQuando è stato un punto d'incontro per molti giovani artisti cresciuti insieme alla libreria, alcuni dei quali avrebbero in seguito intrapreso un cammino professionale. La produzione, curata dalla fumetteria, di fanzine (Burp, Il Cassonetto) come di mostre personali e collettive (Sguardi e Visioni) ha contribuito a sviluppare l'humus culturale dal quale sarebbero sorti autori oggi emergenti (Sergio Algozzino, Claudio Stassi, Giuseppe Lo Bocchiaro e tanti altri) e a gettare le basi per la Scuola del Fumetto di Palermo. Tutte realtà che avrebbero faticato a consolidarsi in un panorama cittadino dove il fumetto era ancora un oggetto di culto per pochi.

AltroQuando ha scelto di non fermarsi al mero commercio e alla presentazione dei titoli di maggiore richiamo, ma di guardare oltre e ungere gli ingranaggi. Per questo, in vent'anni di attività, ha coraggiosamente promosso numerose etichette editoriali indipendenti che nelle fumetterie delle maggiori città italiane non trovavano visibilità. Il grande successo della serie Rat-Man, di Leo Ortolani, anch'esso nato come autoproduzione prima del grande balzo professionale, è contato tra i titoli tenuti a battesimo e caldeggiati dalla nostra libreria. E dell'attuale, meritata, popolarità raggiunta da autore e personaggio ci sentiamo particolarmente onorati.

Ma AltroQuando non è stato solo questo, e si è aperto all'espressione artistica a 360 gradi, con le oltre ottanta mostre allestite. Eventi culturali in cui trovavano spazio e ascolto nuove leve della fotografia, della pittura, della grafica sperimentale, della scultura e delle più disparate forme di sperimentazione artistica. AltroQuando ha voluto rompere i confini delle convenzioni e non arenarsi nel semplice ruolo di attività commerciale. Per questo, negli anni, è sempre stato vicino a tutte quelle voci che proponevano un cambiamento. Ne sono esempio le collaborazioni con la rivista Cyberzone e il movimento antiprobizionista. Il sostegno ai centri sociali (ZetaLAB, Ex Carcere) e alla cultura LGBT, con l'apertura di un apposito spazio della libreria e la produzione in proprio della fanzine WOOF!, fino alla recente adesione al primo Gay Pride regionale che avrà luogo nella città di Palermo.

In circa vent'anni di attività, AltroQuando ha fornito alla sua clientela un servizio mai visto altrove nella nostra città, garantendo gratuitamente abbonamenti a fumetti e riviste, spesso con fatica e, con l'avanzare della crisi economica, qualche volta a denti stretti. Ma sempre con una disponibilità e urbanità che ci sentiamo di definire uniche nel nostro ambito lavorativo, spesso così frettoloso e poco attento alle sensibilità degli individui.

La crisi globale, tuttavia, non guarda in faccia nessuno e anche Altroquando oggi si trova in ginocchio. Le mille difficoltà hanno portato a un'inevitabile ritardo di un mese nei pagamenti, e il distributore Alastor, dove ci forniamo, ha bloccato le spedizione delle novità alla nostra fumetteria, decretando, di fatto, la sentenza di morte per la ventennale esperienza di AltroQuando. Un destino che potrebbe essere scongiurato solo dal saldo della fattura entro il 15 Giugno 2010.Chiediamo dunque l'aiuto di tutti voi, affinché AltroQuando possa continuare a esistere. Personalmente, pensiamo che la chiusura di una realtà come AltroQuando lascerebbe un vuoto significativo nella città di Palermo. Un vuoto per chi ama il fumetto nelle sue molte forme, per chi è interessato a conoscere e seguire voci e idee culturali fuori del coro. Sta a voi decidere se ci sbagliamo o no.

---
AltroQuando sarà grato a tutti per l'aiuto. Per i non residenti a Palermo è possibile acquistare effettuando un bonifico bancario. Gli estremi sono i seguenti:

IT 77 M 07601 04600 000030981914 
oppure  un versamento sul c/c postale 30981914 intestato Rizzuto Adelfio Salvatore (titolare Libreria AltroQuando).
Email per info: info@altroquando.org

Grazie a tutti.
[Il segnalibro di AltroQuando è stato realizzato da Riccardo Rizzo]
[Le illustrazioni sono di Giuseppe Lo Bocchiaro]