giovedì 2 febbraio 2012

Pab Fuxia: Dall'Inghilterra con furore


Torna Pab Fuxia, il gaio youtuber che da qualche mese sta spopolando con i suoi vivaci video contro l’omofobia. E lo fa da Manchester, in Inghilterra, con una performance in trasferta particolarmente irruente, che ancora una volta miscela ironia e indignazione sociale. Il tema del giorno è tragicamente attuale: l’ostracismo familiare nei confronti di un figlio omosessuale, sacrificato sull’altare delle convenzioni più conservatrici, dei tabù religiosi e del timore atavico di non apparire integrati. Scelte scellerate, dettate da profonda ignoranza, che determinano spesso conseguenze devastanti. Episodi frequenti nella nostra italietta, che dimostrano la persistenza di un’arretratezza culturale squallida e preoccupante, nutrita per quasi vent’anni da un regime mediatico fatuo e ipocrita. Vedere Pab Fuxia furente e diretto è una piccola novità nel suo finora corto ciclo di video dedicati alle questioni lgbt. Una rabbia sana, giustificata, che non scalfisce la simpatia del personaggio, mostrandolo più sfaccettato di quanto non apparisse all’inizio, cosa che gli fa guadagnare ancora oggi il nostro consenso e la nostra amicizia.


Pab Fuxia ha bucato il video sin dalla sua prima apparizione su Youtube, forte di una naturale simpatia e di salde motivazioni. Era normale che il suo esordio, partito a briglia sciolta, innescasse qualche piccola polemica, come succede non di rado in una comunità variegata e divisa come quella lgbt. Non sono mancati fraintendimenti, e modesti inciampi di inizio percorso. Qualcuno ha visto nel suo stile satirico, un po’ sopra le righe, i medesimi atteggiamenti estremi e colorati che proprio Pab sembrava inizialmente criticare. Altri, viceversa, hanno ritenuto inopportuna la disamina del giovane youtuber nei confronti di una parte del mondo gay, quella fetta che – in genere con molta approssimazione – viene definità come “la più effeminata”. C’è chi ha giustamente fatto notare che oggi non esisterebbe alcun movimento lgbt se un pugno di coraggiosi travestiti non avesse attuato la resistenza dello Stonewall quella notte del 1969. Osservazioni lecite, ma forse anche un po’ premature, e rivolte probabilmente al bersaglio sbagliato. A nostro avviso, Pab Fuxia è un talento mediatico in fase di crescita, e come tale va valutato. E’ possibile che, soprattutto nel suo primissimo video, dal punto di vista formale qualche osservazione non abbia centrato il bersaglio. La satira e la scelta di trattare con il sorriso determinati temi, non è un’arte facile, e necessita di tempo per affilare le armi. E’ bene rilevare, inoltre, che nel suo primo video Pab non attaccava una categoria, ma determinati atteggiamenti che suscitano diatribe all’interno del mondo gay da molto prima che il ciuffo del gaio youtuber facesse la sua comparsa.
Tra tutti, rammentiamo lo scrittore gay Gore Vidal, il quale scrisse: «Una checca è... un omosessuale che si comporta come se fosse un buco che desidera soltanto essere tappato.»
Una definizione spietata, ma che disegna, con l’ironia propria di un grande autore, un reale modo di essere e proporsi quotidianamente. Un tipo umano, uno yin, al quale corrisponde uno speculare yang nel mondo eterosessuale. Lo scrittore Vitaliano Brancati li chiamava... galli. Qualcuno potrebbe chiamarli semplicemente idioti, maschi prima che uomini. Virili, forse, ma privi di quegli attributi che farebbero loro onore come individui. La distinzione presentata da Pab Fuxia nel suo primo video è tra persone complesse e personaggi che vivono un’ossessiva esibizione sessuale, non dissimile, in verità, da quella di un omologabile bullo etero, incapace di nascondere la propria eccitazione davanti a qualunque donna o di ammorbare i presenti con maniacali battute a sfondo genitale. E’ vero che il primo video di Pab inciampava in uno schematismo che dava adito a fraintendimenti, ma le reali intenzioni del youtuber diventavano chiare già nella seconda parte, dove l’autore stesso si metteva in gioco con grande autoironia, dimostrando di non essere affatto contro sane esuberanze, identità femminili e sensate provocazioni. I video successivi hanno confermato questa linea, occupandosi della realtà lgbt in modo sempre più frastagliato, affinando nello stesso tempo tecnica e linguaggio, con declinazioni a volte persino commoventi. 

Il discorso iniziato da Pab Fuxia prosegue, e sembra svilupparsi, pur seguendo per adesso uno schema stabilito, su registri sempre meno prevedibili. Ci troviamo, oggi, a condividere la sua invettiva contro l’omofobia nelle famiglie e l’intolleranza tutta. L’insofferenza legittima per un clima infettato dal virus di una mentalità conservatrice subdolamente sdoganata, i cui semi malati fermentano anche presso la stessa comunità gay. Un grido di rabbia contro un’omofobia mai così impudente, mai così diffusa. Ringraziamo, quindi, ancora una volta Pab Fuxia per la sua iniziativa, e gli facciamo i nostri migliori auguri per la crescita del suo canale e delle sue performance divulgative, coraggiose, divertenti.



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